La TUA #vitadafreelance: Noemi Bengala, stylist

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Se la classe non è acqua, Noemi Bengala, stylist e costume designer, ha in fresco lo champagne. Eclettica, raffinata e ricca di humour, si divide da 16 anni tra Roma e Milano, lavorando nella moda per aziende, media e privati. Non impone ma propone. Non si mette le mani tra i capelli per un cliente difficile ma fa un bel respiro e si ripete: “Davanti ho un essere umano che non sa ancora di essere tanto meraviglioso: tocca a me mostrarglielo”. Che dite, vale la pena conoscerla meglio? 😉

Chi sei? Cosa fai? Come contribuisci al benessere del mondo?

Mi chiamo Noemi e mi piace definirmi un essere umano in continuo miglioramento. Il mio diploma di laurea cita “Fashion designer & Esperto e creativo nel settore moda e costume”, ma credo che, nei miei 16 anni di esperienza lavorativa, ho potuto sviluppare una figura professionale eclettica che spazia a 360° nel mondo della Moda. Quello che mi piace del mio lavoro è rendere le donne più sicure di sé, più “informate” su loro stesse, sulle loro potenzialità estetiche e non solo, togliere il velo e mostrarle nella loro naturale ed unica bellezza.

Sei diventata freelance… Come, quando e perché?

Freelance da sempre, da quando sono uscita dall’Accademia, diciamo per caso…ma soprattutto perché è l’unico modo per non farsi “etichettare” o “vendersi al miglior offerente”. Sì, magari ci vuole un po’ di coraggio, anzi di incoscienza!, ma io me lo sento più coerente con la persona che sono.

Nella tua to-do list quotidiana non può mancare…

Guardare il mondo, guardare gli altri. Questa è la scuola migliore. Osservare, curiosare, innamorarsi di dettagli che non interessano a nessuno. Girare per le librerie, andare al cinema, viaggiare, andare in quella parte della città che ancora non conosco… È importante non dimenticarsi di fare almeno una di queste cose quando la vita quotidiana ti assale e fa sembrare tutto grigio e pesante.

3 dritte che daresti ad una libera professionista come te

– La prima: non arrenderti

– La seconda: non arrenderti

– La terza: non arrenderti e vinci

Perché siamo messe alla prova duramente, ogni giorno, come lavoratrici e come donne. Ma quello che so per certo è che rinunciare ai propri sogni è come morire. Bisogna lottare per noi stesse, nessuno può farlo aldilà di noi, ma alla fine vinciamo, senza alcun dubbio.

Ti piace la vita da freelance di Noemi? Se vuoi farle qualche domanda, scrivila nei commenti qui sotto!

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