Freelance da incubo: 3 cose che ho imparato da Cannavacciuolo

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Sono una ragazza (ragazza?! Seee…) fortunata perché, essendo freelance, mi affaccio costantemente a nuovi progetti, alcuni bellissimi, altri meno, altri meno meno. Alcuni sono fortunati e altri che si portano dietro una sfiga tremenda.

Ecco, quello in cui ho deciso di impegnarmi in questi giorni (latitando sul blog, sui social e un po’ ovunque) è proprio di quelli che si portano dietro una sfiga tremenda.

Ma mi piace così: tentare di rovesciare la sorte, fare le cose per bene, trovare la chiave di quell’ingranaggio segreto che fa funzionare le cose. Ci riuscirò? Chissà!

Intanto, non mi perdo una delle repliche di CUCINE DA INCUBO, con il mitico chef Antonino Cannavacciuolo che mi piace tantissimo perché ha una serie di affinità con quel gran pezzo d’uomo di Babbo Natale, che vorrei anch’io scrivergli una letterina e farlo entrare nella mia #vitadafreelance da incubo per farmela rimettere a posto e ripartire alla grande 🙂

Ma dalla sua trasmissione, cari freelance-come-me, ho già imparato qualcosa di utile anche per la nostra professione! Pronti ad annotare?

  • Ognuno deve avere il suo ruolo in cucina

… E anche tu, caro freelance, un ruolo tuo ce lo devi avere! Sei giornalista? Ottimo. Sei giornalista e scrittore? Va bene: il tuo mestiere è scrivere. Sei scrittore, organizzi eventi, corsi di cucina e vattelappesca? È TROPPO! Come dice Cannavacciuolo: lavori in sala? Rimani in sala, perché è lì che i tuoi clienti hanno bisogno di te. Grazie chef! In quest’epoca frenetica dove tutti vorremmo essere e far tutto, mi piace concentrarmi a far bene una sola cosa: il mio lavoro.

  • I prodotti devono essere freschi (che non significa costosi)

Questa regoletta mi ha fatto riflettere parecchio. La domanda che mi sono posta è stata: il mio prodotto, la scrittura, è fresco? E la risposta non è stata un “sì” convinto! A volte non è fresco perché sono stanca, perché dopo un anno di notti insonni e frenetiche (aka “notti da neomamma”) VOGLIO DORMI’, semplicemente. E allora arriva Cannavacciuolo con la soluzione: prodotti freschi ma anche lowcost. Che tradotto per me significa: pochi testi da scrivere ma efficaci, che arrivino al punto, emozionino, intrattengano.

Ogni tanto bisogna fare un restyling al locale

Anche i ristoranti migliori hanno bisogno di un restyling! Perché un contenuto curato ha anche bisogno di essere presentato nella forma migliore, e fatto circolare, per aumentarne la visibilità. Quindi, cara freelance-come-me, ogni tanto fai un restyling:  rinnova la tua ABOUT page, la veste grafica dei tuoi prodotti, i tuoi biglietti da visita. Insomma, trova una cornice ancora più affascinante per presentare te stessa e il tuo lavoro. Non sarà certo questo il cuore del tuo business, ma sarà la chiave per presentarlo al meglio al mondo esterno.

E adesso, cara freelance, ti è piaciuto questo post? L’hai trovato utile? Banale? Ho bisogno del tuo feedback per migliorare! Quindi, se puoi, scrivimelo nei commenti. Grazie 🙂

2 comments

  1. ondo says:

    Pur non essendi freelance leggo volentieri quanto scrivi perchè oltre che piacevoli sono considerazioni che ogni donna o uomo impegnati nel proprio lavoro/passione possono fare proprie. Non per niente fornelli da incubo è seguita da tanta gente che non cucina! Alla prossima puntata…
    Ondo

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