Riflessioni digital&social per giornalisti di carta

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Sono una giornalista di carta.

Ma sono anche a caccia di click.

Qui sul blog, sui social, un po’ ovunque.

Non perché sia una collezionista di like compulsivi (e un po’ inutili) ma perché si scrive per essere letti e, un po’ utopicamente, per portare un contributo positivo alla propria comunità.

Anche tu, cara freelance-come-me, la pensi così?

Bene, ti svelo un segreto: anche se il tuo intento è nobile, nel marasma della rete, devi darti da fare per essere VISTA. Poi letta. Mentre per essere commentata e sharata… incrocia tutto e inizia a fare una danza propiziatoria davanti al computer 😉

Scherzo! Però se il social è il nuovo mare della comunicazione (e tu vuoi comunicare, giusto?), vale la pena capire come navigarlo, anche a costo di ballare un po’ 🙂

 

È per questo che ho partecipato al Corso di Informazione Digital e Social organizzato a Roma dal Centrostudi Giornalismo e Comunicazione qualche giorno fa (con relatori super come Andrea Albanese, consulente esperto di social media, Annalisa Monfreda, direttrice di Donna Moderna e Starbene, Federico Luperi, direttore Innovazione New Media di Adn Kronos e Massimo Sebastiani, caporedattore centrale dell’Ansa). Ed ecco, tra le tantissime cose che ho imparato, 3 riflessioni che ho portato a casa.

 

#1 Il web ha fame di fonti autorevoli e, se sei un comunicatore serio, potrebbe essere la tua occasione!

La democrazia della rete ha una controindicazione, che si chiama FUFFA. E che non piace a nessuno. Però c’è! È per questo che di te, SE hai un argomento che ti appassiona e di cui sei davvero esperto, ma soprattutto SE lo sai comunicare, c’è davvero bisogno.

 

#2 Contenuto e forma dell’informazione se la giocano fifty-fifty

Come dire: anche l’occhio vuole la sua parte. Sì, ma quella parte è metà della torta, adesso! Quindi, se sei abituata a lavorare sulle parole e basta, ti tocca ampliare gli orizzonti a pensare all’immagine, alla grafica e a tutto ciò che costituisce il packaging della tua comunicazione in rete. Ti spaventa? Occhio, che potresti anche divertirti 😉

 

#3 Condividere i tuoi contenuti non è narcisismo, è… vita!

Non è facile sharare i tuoi contenuti se pensi che “se vali ti troveranno gli altri”. Io ho cambiato idea e ora credo che da quel palco si debba scendere. Condividere quello che scrivi e pensi è bello, sia online che ofline (sì, anche la foto del caffè che stai bevendo adesso!) perché ti porta a confrontarti con gli altri, a crescere, sbagliare e anche a divertirti. In altre parole: a metterti in gioco.

 

E adesso sono curiosa… che ne pensi delle mie riflessioni? Anche tu hai cambiato modo di approcciarti alla comunicazione sul web? Scrivimelo nei commenti!

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